Lessons in rust: un volto austero per la nuova Stoke Newington School & Sixth Form

20100918_01

© arcomai l Vista della Stoke Newington School da Clissold Road.

Era mattina quando il 9 maggio di quest’anno sono arrivati ad Hackney, Borough a nord di Londra, i bulldozers per demolire il LBH Training Centre, un centro per adulti con problemi mentali, costruito nel 1964 da Stillman and Eastwick-Field (SEF), studio storico di Soho – fondato dagli architetti Jhon Stillman, Elizabeth Eastwick-Field (1919- 2003) e John Eastwick-Field (1919-2003) nel 1949 – specializzato in housing ed architettura scolastica e ospedaliera. L’edificio, come molti realizzati da loro, si distingueva per la sua forte connotazione “brutalista” e, per questo, molti hanno provato, in vano, di salvarlo dalle ruspe. A pochi mesi di distanza da questo evento, mentre un edificio di SEF scompariva, un altro, progettato da loro nel 1967, veniva portato a nuova vita. E’ la Stoke Newington School & Six Form (SNS), sempre nel distretto amministrativo di Hackney, e il suo nuovo destino e’ stato costruito nell’ambito del Building Schools for the Future (BSF), il programma governativo nato con l’obiettivo di ristrutturare l’infrastruttura scolastica inglese. Il progetto architettonico, elaborato dallo studio Jestico + Whiles, e’ stato realizzato dalla ditta di costruzioni Willmott Dixon Construction. L’organizzazione degli spazi esterni e’ ad opera dello studio di landscape architecture, Place Design & Planning.

L’istituto, che porta anche il nome di Media Arts & Science Collage, e’ un liceo scientifico specializzato, per l’appunto, in Arte dei Media. Oggi ospita 1500 studenti (dagli 11 ai 19 anni di eta’), contro i 1340 che, prima dei lavori iniziati nell’aprile del 2008, utilizzavano la struttura. L’intervento, appena conclusosi, e’ parte del programma di 22 milioni di Sterline, che lo Hackney Council si e’ intenzionato a spendere, nei prossimi anni, per la costruzione di nuove scuole e la ristrutturazione di quelle esistenti. Lo schema di progetto prevedeva l’aggiornamento dell’impianto esistente secondo i nuovi standars per l’edilizia scolastica, la riorganizzazione della distribuzione interna, il potenziamento dell sistema di risparmio energetico,  la risistemazione della biblioteca, della palestra e dei servizi igienici, l’accorpamento al complesso di due nuove parti: il dining hall e la palazzina di ingresso. E’ proprio questo blocco, incassato tra l’originaria torre in cemento degli impianti centralizzati (boilerhouse) e l’esistente ala delle aule affacciata sulla strada di ingresso (Clissold Road), che da’ alla scuola di Stoke Newington quel volto, si’ un po’ “rude” con quei pannelli arrugginiti, ma forse necessario a livello linguistico per integrare la contemporaneità’ del nuovo con l’austerità dell’esistente.

Infatti per la palazzina di ingresso – comprensiva di 13 nuove classi e di una sala di controllo – gli architetti hanno deciso di rivestirla con acciaio patinato in modo da innescare un dialogo materico con il cemento bugnato e i mattoni rossi del complesso esistente. L’acciaio in questione e’ il Cor-ten che, come dice l’acronimo, ha un’elevata resistenza alla corrosione (CORrosion resistance) e un’elevata resistenza meccanica (TENsile strenght). Il materiale, qui adottato, e’ di tipo A (comunemente denominato al fosforo) e la sua principale peculiarità e’ quella di auto proteggersi dalla corrosione elettrochimica, mediante la formazione di una patina superficiale compatta passivante, costituita dagli ossidi dei suoi elementi di lega, capace di impedire il progressivo estendersi della corrosione. Tale film, dalla colorazione solitamente bruna, rende i paramenti rivestiti di acciaio delle vere e proprie “facciate vive”, e questo grazie al variare di tonalità di cui questo materiale e’ soggetto col trascorrere del tempo, finché il processo di “corrosione” non avrà formato quel forte strato di “ruggine” necessario a garantire protezione alla facciata. Il Cor-ten non e’ qui usato come un monolito, ma e’ suddiviso in pannelli orizzontali che si adattano alla geometria delle finestre, cosi’ da enfatizzare con esse l’orizzontalità di questo nuovo corpo di fabbrica, rendendolo si’ “duro” nell texture ma meno pensante in termine volumetrico.

Per uno studio come quello di Jestico + Whiles, che ha una forte reputazione nella progettazione di alberghi ed edilizia residenziale, la realizzazione di questo complesso scolastico, insieme ad altri in via di completamento, va a rafforzare un portfolio dello studio che AJ registra al 42º posto nella classifica degli studi di progettazione britannici che la rivista redige ogni anno. Ci auguriamo per l’elegante studio che si affaccia sul St. Jones Gardens non ci siano problemi a portare a termine tutti i progetti pubblici ad esso commissionati. Si’ perché’ le strategie di messa in ordine dei conti stati ha spinto il nuovo governo, da poco insediatosi, ad applicare forti tagli sulla spesa pubblica, di cui la scuola ricopre una rilevante fetta percentuale.

Il 5 luglio di quest’anno il Ministro dell’Istruzione (Secretary of State for Education), Michael Gove, ha annunciato che il programma Building Schools for the Future sarà sottoposto a revisione. I progetti del BSF che non hanno ottenuto lo status di ‘financial close’ saranno probabilmente bloccati; il che vuol dire che 715 interventi di modernizzazione – anche se già ufficialmente approvati – saranno sopesi. A ciò va aggiunto anche un pacchetto di 123 strutture accademiche, il cui futuro sarà valutato “on a case-by-case basis” nelle prossime settimane. Questo vorrà dire che molti degli uffici di progettazione e ditte di costruzione, operanti nell’industria scolastica, subiranno danni ingenti e dovranno, probabilmente, rivedere non solo l’organizzazione dei loro staffs e la gestione economica delle loro strutture, ma forse anche il proprio modo di lavorare. A cinquant’anni di distanza dall’uscita del libro di Reyner Banham, The New Brutalism: Ethic or Aesthetic? (1966), che ha dato il nome ad un’epoca importante della storia britannica, ci dobbiamo preparare ad una nuova stagione di austerità dell’architettura?


Back to Top