9 giorni per cambiar vita

Devono aver iniziato a demolire la casa dei coniugi Jones (nome di fantasia visto che non ho assistito alle presentazioni) poco prima del colpo da maestro inferto sulla BBC da Tiger Woods ai suoi avversari al The Open Championship di golf che da qualche giorno infiamma il Regno Unito con il suo ritorno a Liverpool dopo ben 39 anni di assenza. Fa molto caldo qui a Londra e la bella vicina belga che vive sopra di me, poco prima di entrare, mi ha invitato a non innaffiare il giardino, perché un’ordinanza comunale lo vieta a causa di un inverno poco piovoso. Difficile a crederlo, per chi come tanti del sud Europa è convinto che a Londra piova sempre. Finto dispiaciuto perché volenteroso, sono riuscito a nasconderle che mai mi sarebbe venuto in mente di a bagnare il giardino del mio lower ground floor di Sandringham Road, soprattutto dopo una giornata (computabile in chilometro/piede) in giro per la capitale a fotografare le recenti architetture londinesi. Sdraiato sul divano di pelle anni ’70, incastrato dentro la bow-window che caratterizza la tipica casa a schiera inglese, rinasco bevendo una bibita fredda davanti alla TV.

Poco prima mi era parso di vedere una ruspa mentre facevo zapping alla ricerca delle ultime notizie sulla crisi libano-Israeliana, ma non averi mai pensato che servisse per tirare giù la casa di due teneri pensionati della verdeggiante campagna inglese. Scatto dal divano, di cui già mi sentivo parte, e afferrando la mia macchina digitale, la stessa usata durante la mattina per riprendere le opere di Foster, Chipperfield & Co., incurante di verificare se nella camera vi sia ancora energia e spazio sufficiente per continuare il mio lavoro di reporter senza frontiere, inizio a riprendere Grand Designs, il programma in onda su Chanel 4 e condotto dal bravo Kevin McCloud.

Poche ore per cancellare la dimensione domestico di una intera vita e solo 6 giorni per costruirne una nuova, più moderna e luminosa. Questi i tempi di costruzione garantiti dall’architetto tedesco, intervistato dal presentatore, che ha brevettato la casa prefabbricata e di cui con orgoglio ne mostra la simulazione digitale. Mentre la ruspa distrugge anche gli ultimi tramezzi, Kevin – ora anche direttore lavori di questo cantiere – chiede all’anziano proprietario se ha nostalgia della casa in cui ha vissuto per anni. Lui, spavaldo, risponde di “no”, mentre la moglie si gira mostrando con imbarazzo un celato segno di commozione. Da questa notte dormiranno in un container allestito ai margini del lotto. È giorno, la soletta in cemento armato su cui sorgerà il nuovo edificio è ora praticabile e così, di prima mattina, la squadra composta da sei operai (probabilmente bavaresi visto il gilet che indossano) inizia a montare l’abitazione. Kevin ha già posizionato una telecamera a pochi metri dal cantiere; servirà a registrare la levitazione della casa. I coniugi Jones partecipano eccitati e commentano ogni fase dei lavori che procedono in modo coordinato come da programma. Dopo 4 giorni il conduttore fa notare ai Jones che le operazioni di costruzione sembrano non mantenere la tabella di marcia. Ma è solo lui a preoccuparsi: gli operai lavorano senza indefessi e il vecchio li incita pronunciando ogni tanto la parola wunderbar, forse l’unico termine in lingua tedesca da lui conosciuto. La signora non si vede, immagino sia andata a fare il caffè o a preparare il pranzo per i ragazzi.

Si tratta di una struttura in profilati d’acciai, assemblata con altrettanti giunti e bulloni, e tamponata con elementi prefabbricati che con disinvoltura vengono posizionati ed ancorati alla maglia portante secondo uno schema elementare tipo istruzioni mobiletto-IKEA per ufficio. Il tempo è buono e la regia racconta, accelerando le sequenze registrate dalla telecamera posizionata da Kevin, gli sviluppi del cantiere che, tra uno spot pubblicitario e l’altro, ci porta in breve tempo verso il completamento dell’edificio. Infatti, in pochi minuti la squadra ha finito il suo compito, carica tutto nei furgoni e se ne va accompagnato dai saluti affettuosi dei proprietari. La signora finalmente parla e, indicando il lotto a fianco, dice a Kevin :”…vede, lì verrà costruita una casa come la nostra ma diversa nella forma”. Nel frattempo gli elettricisti locali montano l’impianto elettrico. La casa è finita, manca l’arredamento. In attesa che i mobili arrivino, il vecchio porta Kevin nel deposto degli attrezzi e gli mostra orgoglioso i suoi quadri stile “mondrian disubbediente” che presto torneranno a nuova vita.

Il palinsesto di Chanel 4 incalza, forse per dare spazio al news de The Big Brother-UK. Siamo così giunti alla scena conclusiva: i Jones, vestiti con l’abito delle grandi occasioni, invitano l’amico (e quindi gli spettatori) a entrare dentro per vistare la casa. Qui è tutto luminoso, moderno, contemporaneo: salotto, cucina, soggiorno, camera da letto, bagno. E proprio nel bagno la signora si sofferma confessando come per lei questo ambiente sia “paradiso” da sempre sognato. Kevin non può che reputarsi soddisfatto del suo lavoro, così come Grand Designs che anche in questa puntatta ha reso felice un’altra famiglia. Siamo in chiusura e, come ogni programma televisivo che si rispetti, i sottotitoli sfumano accompagnati da un brano musicale di sottofondo che, in questo episodio, ha come protagonista quell’egocentrico del Sign. Jones il quale, sulla porta di casa, congeda Kevin con un brano di jazz, soffiando la sua tenace voglia di vivere dentro il suo saxofono.

Finalmente una bella storia in un TV che anche qui in Inghilterra sembra un po’ finta, e non può essere altrimenti poiché ogni vicenda umana raccontata per immagini ha bisogno di una sintesi tecnica per essere compresa e di una sceneggiatura per suscitare sentimenti. Grand Designs è un programma senza tante pretese ma che in questa puntata si dimostra anche educativo: racconta in modo semplice come si costruisce una casa e in che parti e materiali essa è composta. In più, in questo episodio, sembra voler dire che non è mai troppo tardi cambiare vita: basta costruire una casa nuova. Trasportato dalle emozioni, se fossi il vicino dei ritrovati coniugi Jones, gli porterei una torta di mirtilli e gli direi “Welcome Miss. and Mr. Jones”.

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 © arcomai l Montaggio (ad esse ribalatata) di alcuni fonogrammi ripresi dall’inglese Chanel 4 durante la programmazione del format Grand Designs.


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